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| Fontanellato: il Signore e la Corte |
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Paola
Gonzaga, figlia primogenita del marchese di Sabbioneta Gian
Ludovico Gonzaga e di Francesca Fieschi, dopo un primo matrimonio
con il marchese Gian Francesco Pallavicino di Zibello entra
in casa Sanvitale nel 1516 sposando Gian Galeazzo, signore del
feudo di Fontanellato dal 1519 al 1550.
Il matrimonio con la Gonzaga, e quindi il parentado con i duchi
di Mantova, rafforza la strategia politica di Gian Galeazzo
Sanvitale, che con l'appoggio del Re di Francia mira all'acquisizione
del potere su parte del contado parmigiano.
La figura di Paola, pressoché ignorata dai biografi e
dalle cronache del tempo, oscurata dall'intraprendenza e dalla
notorietà della cognata Jacoba Laura, con cui condivide
la residenza nella Rocca di Fontanellato, ha avuto un ruolo
determinante per le scelte artistiche della corte Sanvitale.
Con l'intervento di Paola la Rocca di Fontanellato diviene un
palazzo residenziale, centro di un cenacolo umanistico che vede
nella sala del Parmigianino la sola testimonianza superstite
di un appartamento riservato alla contessa.
La formazione culturale di Paola rimanda al contesto cortese,
dove il tema della castità, ben esemplificato dalla favola
mitologica di Diana e Atteone, appare un nucleo significante
sotteso alla compiaciuta ideologia cortese d'area padana, una
scelta etico - culturale comune anche ad altre esponenti del
casato mantovano (Giulia Gonzaga e Isabella d'Este).
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